CASTEL THUN

e dintorni

Triplicati i turisti culturali

VAL DI NON. Una valle che ha tutti i numeri per attrarre i turisti, soprattutto quelli motivati sul fronte culturale. La sfida della Val di Non è di conquistare posizioni della principale voce dell'economia trentina puntando non solo sugli aspetti naturalistici. E con Castel Thun, è sulla buona strada: i turisti con finalità culturali sono triplicati......

.....  la riapertura di Castel Thun è stata la chiave di volta per un risveglio della valle, che ha attirato nel 2010 bel 147.318 visitatori, più di quelli registrati al Castello di Buonconsiglio nello stesso anno: 131.152. Chini ha sottolineato che si tratta di valorizzare ora tutti quei gioielli artistici in Val di Non poco conosciuti, come le chiese e i palazzi signorili, per conoscere un territorio, con le sue peculiarità artistiche e architettoniche. Ma la vera sorpresa, sono i dati che presenterà stasera Giulia Dalla Palma. Dalla relazione del convegno, il direttore dell'Apt rilevava che i turisti che scelgono la Val di Non (dati giugno-settembre 2009) lo fanno nel 51% dei casi perché cercano relax e riposo in ambiente naturale, il 29% per una vacanza legata allo sport e solo il 3,8% per le opportunità culturali. Ora, i dati aggiornati al 2011, nello stesso periodo, mostrano che i turisti attratti dalle proposte culturali sono diventati il 9,9%, mentre rimane al primo posto chi cerca relax e riposo (77,9%) e chi viene per l'attività fisica è al 30,9%. Altro dato, a conferma che Castel Thun è stato un volano senza precedenti per il turismo, è quello dei siti preferiti: nel 2009 c'era San Romedio al primo posto con l'87%, al 42,9% Palazzo assessorile, al 32,9% Castel Thun. Nel 2011 Castel Thun, balza al 69% delle preferenze, sempre primo è San Romedio 78%, seguito da Palazzo assessorile al 30%. Castel Thun pigliatutto? No, perché, ha osservato Salvatore Ferrari, sta negli amministratori locali far sì che le molteplici chiese di pregio sul territorio non restino chiuse e che tali visite entrino nei calendari di Pro Loco e Apt. Un contributo lo dà l'associazione Anastasia, nata nel 2009, che ha 70 guide volontarie formate dall'Ufficio Arte sacra della Diocesi, per conoscere le chiese e il contesto in cui sono inserite........

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379 castelli visitabili

Resoconto dell'incontro presso Castel Cles, a Cles,con  un nutrito gruppo di sindaci della Piana Rotaliana e delle valli di Non e di Sole, coi responsabili della promozione turistica locale, delle strutture castellane (erano presenti, oltre a quelli di Castel Cles, i proprietari di Castel Valer, Bragher e Nanno) e delle più importanti associazioni culturali che si occupano di dimore castellane. Nelle scorse settimane analoghi incontri s'erano tenuti a Rovereto e Fornace.

In apertura di riunione, la parola è stata data a Giorgio, il giovane rappresentante della famiglia Cles che ha fatto gli onori di casa. Giorgio Cles ha brevemente parlato non solo del patrimonio monumentale, storico e artistico custodito nel suo castello, attualmente chiuso perché in fase di restauro, ma ha anche illustrato un progetto più ampio di valorizzazione – guarda caso in sintonia proprio la "Rete dei Castelli" che l'assessore Panizza sta portando avanti, – che prevede tra le altre cose l'apertura al pubblico del castello e l'allestimento di una mostra con i quadri di famiglia e i ritratti degli antenati.

 "Questo progetto che abbiamo chiamato 'La Rete dei Castelli' – ha detto Panizza, che era accompagnato da Laura Boschini, dirigente del Dipartimento beni e attività culturali, e da Franco Marzatico, direttore del Museo castello del Buonconsiglio, – dopo la fase iniziale di mappatura delle strutture esistenti e quella che stiamo vivendo con questi incontri periferici per il coinvolgimento dei territori, sfocerà a breve nella fase successiva in cui sviluppare percorsi di valorizzazione e di promozione del vastissimo e ricco patrimonio identitario e culturale depositato nei castelli, per incrementarne la visibilità e la fruizione culturale e turistica sia da parte dei cittadini che degli ospiti visitatori". La Rete dei Castelli, che affida al Museo Castello del Buonconsiglio il ruolo del coordinamento scientifico, "ha come obiettivo innanzitutto la conoscenza del patrimonio e della sua consistenza – ha poi proseguito l'assessore, – ma subito dopo vuole individuare pacchetti e offerte che sappiano da un lato mettere le dimore castellane più importanti al centro di iniziative e di percorsi che coinvolgano tutte le realtà culturali e turistiche delle aree considerate. È in quest'ottica che puntiamo decisamente a cercare la collaborazione delle amministrazioni locali, delle ApT e delle Pro Loco, degli operatori culturali e dei proprietari dei castelli, per far sì che un'offerta culturale complessiva, che non si dimentichi ad esempio anche delle risorse naturalistiche e dei prodotti tipici, possa essere volano di sviluppo della socialità e ulteriore elemento di attrazione per i turisti, che sono sempre più alla ricerca di evocazioni identitarie forti e documentate". La prima fase ha per prima cosa portato a individuare e catalogare i ben 379 castelli visibili e visitabili. Per quelli visibili saranno approntati in collaborazione con la SAT appositi percorsi di visita; per quelli visitabili, verrà presentata una prima griglia di opportunità di scoperta rispetto a quelli immediatamente praticabili oppure già visitabili. Anche a Cles è toccato a Franco Marzatico presentare innanzitutto i sei ambiti geografici individuati e gli elementi specifici con cui ognuno è caratterizzato. Si tratta della Bassa Vallagarina ("La suggestione del medioevo tra amor cortese, battaglie ed eresie"; castello guida Beseno), Valle del Sarca, dei Laghi e Giudicarie ("La vita castellana nelle corti rinascimentali"; castello guida Castel Stenico); Trento e circondario ("Il Principato"; castello guida Buonconsiglio); Valli di Non e Sole ("La nobiltà rurale nelle Alpi"; castello guida Thun); Valsugana e Val di Cembra ("La via dei castelli, gli antichi percorsi dall'epoca romana a quella moderna"; castello guida Pergine). Queste proposte saranno inserite già da quest'anno nella brochure "Arte della Vacanza 2012" curata da Trentino Marketing in stretta collaborazione con il Dipartimento beni ed attività culturali. Per fare ciò è quindi necessario conoscere quali iniziative culturali già si svolgono e in generale quali offerte di visita del territorio siano già presenti e praticabili nelle sedi castellane e più generalmente nelle aree individuate, comprese le iniziative che prevedono l'offerta di prodotti tipici e l'enograstronomia. In tal modo verranno costruito un sistema di offerta integrato del territorio, un’offerta che sarà messa a disposizione della promozione turistica di Trentino Marketing, ma che figurerà anche negli altri siti provinciali quali TrentinoCultura.net. Questa fase è stata illustrata ieri sera da Giorgio Tavano Blessi, consulente che ha seguito l'accordo di promozione territoriale riferito a Castel Thun. "Quello della Rete dei Castelli – ha concluso l'assessore Panizza, – è un progetto di medio-lungo periodo col quale vogliamo creare un sistema gestionale autosufficiente, che verrà definito con specifici accordi d’ambito impostati sul modello già adottato in occasione dell’apertura di Castel Thun, ovviamente adattato e aggiornato alle esigenze che emergeranno caso per caso e tenuto conto anche dell’auspicato coinvolgimento di soggetti privati". La proposta dell'assessorato provinciale alla cultura, che già aveva riscosso unanimi consensi nella prima riunione a Castel Roccabruna di Fornace e in quella successiva di Rovereto, è stata accolta e condivisa con convinzione anche nella riunione di Cles e verrà illustrata nel corso del mese di febbraio anche a Riva del Garda, presso la Rocca. (mn)

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Oltre 280.000 visitatori

CASTELLI: OLTRE 280 MILA VISITATORI PER BUONCONSIGLIO, THUN, BESENO E STENICO

Il Castello del Buonconsiglio di Trento monumenti e collezioni provinciali archivia positivamente il 2011 sfiorando, in un anno particolarmente difficile per l’economia del Paese,  i trecentomila visitatori. Il Buonconsiglio assieme alle sedi periferiche di Castel Thun, Castel Beseno e il Castello di  Stenico ha registrato un totale di 282.717 visitatori, quindi il 13% in meno rispetto al 2010,  anno del boom di presenze a Castel Thun quando le visite superarono quota 149mila. Il Buonconsiglio ha praticamente mantenuto con 120.427 presenze i numeri dell’anno passato, segno positivo invece per Beseno e Stenico, rispettivamente  34.354 ( + 13% rispetto al 2010) e 18.189 ( + 9% rispetto al 2010).  Nonostante il segno negativo, ampiamente previsto dopo l’euforia del primo anno ( - 26% rispetto al 2010 )  Castel Thun,  ha comunque mantenuto numeri da top ten dei castelli italiani con ben 109.747 presenze.

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Nuovo comitato scientifico

C’è anche il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, nel nuovo comitato scientifico del Castello del Buonconsiglio di Trento. Assieme a lui i riconfermati Giandomenico Romanelli, Annaluisa Pedrotti, Leo Andergassen, Franco Marzatico, Francesca de Gramatica segretario e Peter Assmann direttore dell’Oberösterreichischen Landesmuseen di Linz.

Il Castello del Buonconsiglio si rinnova. Il nuovo comitato scientifico porta con sé progetti ambiziosi e la volontà di far apprezzare al grande pubblico oltre alle sedi castellane in cui si articola (Castel Thun, Castel Beseno e il Castello di Stenico) gli aspetti più interessanti dell’archeologia, dell’arte medioevale, rinascimentale, barocca e delle grandi correnti artistiche fino all’Ottocento. Un comitato che nasce con la volontà di proseguire al Castello del Buonconsiglio le mostre di grande spessore e di instaurare, in un momento economico di grandi crisi per la cultura, preziose collaborazioni con le più importati realtà museali italiane ed europee.  Il direttore del Museo Franco Marzatico ha avviato i lavori della prima seduta portando i saluti del presidente Dellai e dell’assessore Panizza i quali hanno voluto augurare buon lavoro al nuovo comitato sottolineando lo strategico ruolo del museo nello sviluppo della cultura del territorio.  
Alla presidenza è stato riconfermato Giandomenico Romanelli studioso ed intellettuale veneziano, già direttore dei Musei Civici veneziani e successivamente della Fondazione Musei Civici di Venezia fino al 2011, recentemente insignito della Légion d'honneur, la più alta onorificenza della Repubblica francese. È stato ed è curatore di numerose ed importanti mostre, professore universitario allo Iuav e a Ca' Foscari, autore di numerosi saggi e testi su Venezia che hanno dato un contributo determinante allo studio della storia della città e del suo patrimonio artistico, in particolare del Sette-Ottocento. Accanto a lui, un nuovo ingresso prestigioso: Antonio Natali, storico dell’arte, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze. In passato Natali è stato direttore del Dipartimento di Studi sul Rinascimento, Manierismo e Arte Contemporanea dello stesso museo. Ha scritto molti libri sulla pittura e la scultura del XV e XVI secolo, e monografie dedicate a Michelozzo e Andrea del Sarto. Molte fra le più importanti mostre d’arte del Quattrocento e Cinquecento a Firenze sono state curate da lui. Il direttore degli Uffizi ha già proposto alcune sinergie importanti con il Museo, in particolare la possibilità di ospitare al Buonconsiglio una selezione di dipinti di Dosso Dossi, il celebre pittore ferrarese che lavorò in castello nel 1531 affrescando assieme al fratello Battista, Sala Grande.
Altro nuovo membro del Comitato scientifico è lo storico austriaco Peter Assmann: direttore dell’Oberösterreichischen  Landesmuseen di Linz in Austria. ......

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Rete di castelli

UNA RETE PROVINCIALE DEI CASTELLI PER FARNE ATTRAZIONE CULTURALE E TURISTICA

Con l'intento di illustrare un progetto di iniziative culturali incentrato sul tema dei castelli, l'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza s'è incontrato ieri pomeriggio presso il Museo della Guerra di Rovereto con un nutrito gruppo di sindaci, coi responsabili della promozione turistica locale, coi responsabili di strutture castellane e coi rappresentantidelle più rappresentative associazioni culturali che si occupano di dimore castellane in Vallagarina. L'altra sera, invece, un analogo incontro s'era tenuto a Fornace presso il Castello Roccabruna. "Questo progetto che abbiamo chiamato 'La Rete dei Castelli' – ha detto Panizza, che era accompagnato da Laura Boschini, dirigente del Dipartimento beni e attività culturali, e da Franco Marzatico, direttore del Museo castello del Buonconsiglio, – dopo la fase iniziale di mappatura delle strutture esistenti e quella che stiamo vivendo con questi incontri periferici per il coinvolgimento dei territori, sfocerà a breve nella fase successiva in cui sviluppare percorsi di valorizzazione e di promozione del vastissimo e ricco patrimonio identitario e culturale depositato nei castelli, per incrementarne la visibilità e la fruizione culturale e turistica sia da parte dei cittadini che degli ospiti visitatori".

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Le radici di Depero

A Vigo di Ton le radici di Depero

Trovati i certificati di battesimo dei genitori

di Vittorio Nardon
TON. Vigo di Ton scopre di aver dato i natali ai genitori di Fortunato Depero, il pittore futurista del quale ricorre quest'anno il 120º anniversario della nascita.  Per la verità la notizia, seppur in sordina, era stata data alcuni anni fa da un appassionato di storia locale, Luciano Bernard o come preferisce definirsi lui, Luciano da Vigo. In un dattiloscritto corredato dalle fotocopie del documento originario datate maggio 1891, si racconta del matrimonio tra Lorenzo Depero e Virginia Turri, celebrato da don Bartolomeo Rossi nella chiesa di Fondo.  Ambedue i coniugi erano originari di Vigo di Ton. L'anno successivo, era il 30 marzo del 1892, nacque il primogenito che fu battezzato con i nomi di Fortunato Alberto Lorenzo, colui che diverrà un grande artista d'avanguardia famoso in tutto il mondo. Dunque un onore per il paese che sorge ai piedi di castel Thun, scoprire che le radici della famiglia Depero sono a Vigo di Ton o meglio d'Anaunia, come si chiamava allora.  E a raccontare la storia di Lorenzo Depero è ancora il documento redatto da Luciano Bernard: «Il papà di Fortunato è nato a Vigo di Ton nel 1840; terminata la scuola dell'obbligo si aggregò a una comitiva di spazzacamini e per molti inverni percorse paesi e città delle province di Trento, Verona e Mantova». Poi l'occupazione fissa come guardia giudiziale presso la pretura di Fondo. «In quel paese - racconta ancora Luciano - lavorava come cuoca una sua compaesana e un po' parente. Lui già cinquantenne, chiese in moglie Virginia di 35 anni che era figlia di Valentino Turri e di Dorotea Depero, nata a Vigo ma da diversi anni abitante a Fondo».  Fortunato fu battezzato lo stesso giorno della sua nascita. La famiglia Depero si trasferì poi a Rovereto «dove Lorenzo continuò il suo lavoro di guardia carceraria e il figlio compì i primi studi». Da aggiunte fatte al certificato di battesimo si ricava anche la data del matrimonio del celebre artista: 23 giugno 1919 e il nome della sposa Rosina Amadori.

dal quotidiano Trentino >>>

 

Nuovo sito

Aggiornato il sito www.castelthun.com con nuova grafica basata su un template per joomla di nuova generazione. La particolarità di questo progetto risiede nella capacità di adattarsi automaticamente alle varie risoluzioni dei dispositivi che visualizzano il sito, come smartphone, tablets, netbooks ecc., pensato per  un'utenza che naviga da dispositivi mobili, si adatta e si trasforma automaticamente per essere visualizzato al meglio in ogni tipo di schermo.

Nel modulo dedicato ai sondaggi potete dare un vostro parere sul nuovo sito. >>>

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