
Gli antichi ricettari di Castel Thun
Sono la preziosa testimonianza del vivere quotidiano di due nobildonne della Val di Non vissute tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento: ricette di cucina, consigli pratici e rimedi legati alla medicina tradizionale.
Lo dice il titolo stesso, in tedesco antico: «So seindt sÿ schon guet zu essen» (Sono davvero così buoni da mangiare subito). Sono i peccati di gola contenuti nel bellissimo volume “Ricettari da Castel Thun” a cura di Marco Stenico che si è avvalso della collaborazione di Tiziana Gatti, conservatrice del Museo del Buonconsiglio.

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La vendita di Castel Thun nel 1926
Un passaggio storico tra rami familiari
Il 30 settembre 1926, presso il comune di Povo (Trento), venne siglato un importante atto di compravendita che segnò la storia di uno dei più importanti castelli del Trentino. Il conte Matteo Thun Hohenstein vendette Castel Thun al cugino boemo Franz de Paula Guidobald conte Thun Hohenstein della linea di Děčín per 500.000 lire.
I termini dell'accordo
- Prezzo totale: 500.000 lire
- Modalità di pagamento:400.000 lire in contanti
- Accollo di un'ipoteca di 100.000 lire verso la Cassa di Risparmio di Trento
Il contratto includeva il castello, i terreni annessi nei comuni di Vigo, Toss, Masi di Vigo e Dardine, e il mobilio destinato al maniero
Una trattativa lunga 59 anni
La vendita del 1926 concluse una trattativa iniziata nel marzo 1867 dal nonno del venditore, Matteo II conte Thun. Come scrisse quest'ultimo in una lettera del 25 ottobre 1867:
"di essere in trattative col mezzo del mio amministratore generale signor Francesco Dallecase per fare la cessione [...] di tutti i miei beni posti nei comuni di Vigo, Masi di Vigo, Toss e Dardine circondanti il castello Thunn col castello stesso"
Il rinnovamento boemo
Dopo l'acquisto, i nuovi proprietari avviarono un'importante opera di restauro e valorizzazione:
- Restauro completo dell'edificio (1926-1928)
- Riarredo degli interni con mobili e opere d'arte di grande pregio
- Riordino dell'archivio familiare e della biblioteca (circa 8.000 volumi)
Come testimoniato dal giornalista Ettore Guatelli nel 1929, il castello tornò al suo antico splendore grazie alla passione del conte Franz de Paula, "appassionato studioso della nostra arte" che "ha abbandonato nel 1926 i rumori mondani per ritirarsi quassù a vivere una vita patriarcale, in mezzo ai suggestivi ricordi".
Questa vendita rappresentò un momento cruciale per la conservazione di uno dei più importanti complessi castellani del Trentino, garantendone il restauro e la valorizzazione attraverso il passaggio a un ramo familiare che ne comprese profondamente il valore storico e culturale.
Tratto da PAOLODALLA TORRE,Castel Thun e la compravendita del 1926>>

Castel Thun nel 1910